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Inserito in (Arto Inferiore, Fisioterapia, Tecnica di Trattamento) da Paolo Bruniera, il 09-11-2008

Come ti avevo promesso ecco il primo degli innumerevoli argomenti che cercherò di presentarti tramite questo blog: “il Bendaggio funzionale”. Ti fornirò delle prime indicazione che possono esserti utili per capire meglio che cos’è il bendaggio funzionale, quali sono i suoi ambiti di applicazione e su quali principi di fisiologia si basa la sua efficacia ma soprattutto come si realizza un bendaggio funzionale di caviglia per esempio!Sul mercato puoi trovare numerosi testi che trattano questo argomento, i più diffusi e completi sono la serie di volumi di Loris Stella. Durante i corsi di bendaggio sono solito chiarire ai miei studenti che in ogni caso dai libri, dagli appunti di una lezione o da un video non è possibile ricavare un elemento indispensabile per creare la tua professionalità. Qual è questo elemento? è l’esperienza!.

L’esperienza, che deriva dalla pratica , ha bisogno di essere guidata e corretta per raggiungere livelli di eccellenza. Per questo le informazioni che troverai qui di seguito e quelle che potrai leggere nei prossimi giorni non saranno sufficienti da sole a farti apprendere le tecniche del bendaggio sportivo ma, integrate con dei video tutorial, saranno una buona base di partenza da cui partire per avvicinarti al mondo del bendaggio sportivo.

Queste informazioni ti saranno utili anche se sei uno sportivo che si vuole bendare da solo e se sei uno studente che già ha seguito un corso di bendaggio e vuoi rinfrescarti un po’ la loro memoria. Tramite l’utilizzo dei video tutorial cercherò di farti vedere praticamente, soffermandomi su alcuni dettagli essenziali, come eseguire correttamente un bendaggio. In oltre ti segnalerò dei siti dove trovare dei fornitori di materiali da bendaggio così potrai da solo trovare i materiali di cui avrai bisogno al prezzo che ti sembra più opportuno.

È interessante, per definire correttamente il ruolo del bendaggio funzionale nella pratica sportiva, ricordare come sia nata questa pratica che grazie a varie fasi evolutive ha portato alla realizzazione di materiali e tecniche nuove ed altamente sofisticate, giustificate finalmente da una corretta e profonda conoscenza dell’anatomia e della fisiologia.

Già nel XIX secolo incontriamo, come testimoniano alcune tavole illustrate, i primi tentativi di codifica delle tecniche di bendaggio specifiche per diversi distretti anatomici con utilizzo di bende in tessuto associate a materiali rigidi (prime forme di tutore rigido o gesso) mentre nella prima metà del novecento si confezionavano, nelle semplici realtà rurali, dei bendaggi con tessuto (sostituiva le moderne bende), albume d’uovo (rapprendendosi l’albume conferiva al bendaggio maggiore consistenza e stabilità) e una moneta da una lira ( la lira era costituita in gran parte da zinco che ossidandosi produceva l’ossido di zinco le cui proprietà antiedemigene sono ben note).

 

nastro da taping

nastro da taping

Negli anni 50 negli USA i trainers americani utilizzavano delle bende adesive anelastiche, prodotte dalla tecnologia del dopoguerra per conferire una maggiore stabilità meccanica soprattutto ad alcune articolazioni come caviglia, ginocchio, dita e polsi: questo tipo di materiale viene utilizzato anche oggi con il nome di “tape”, mentre la tecnica che lo vede protagonista è definita “taping”. Il tape presenta fin da subito assieme alla sua vasta diffusione sul mercato anche i suoi limiti: infatti, essendo costituito da materiale anelastico, risulta poco adattabile alle svariate forme del nostro corpo e crea facilmente delle lesioni cutanee in assenza di materiali interposti tra la benda adesiva e la cute. Per risolvere questi problemi negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo a disposizione una grande varietà di bende e di nuovi materiali che hanno permesso di creare una innovativa e più efficace tecnica di bendaggio chiamata “bendaggio funzionale”.

 

La grande innovazione del bendaggio funzionale consiste nell’utilizzo associato del vecchio tape con le più moderne bende elastiche adesive o coesive che permette una maggior compliance da parte del paziente ed una maggiore efficacia del bendaggio che risulta così in grado di proteggere l’articolazione o l’unità muscolare lesionata salvaguardando la libertà funzionale dei distretti anatomici vicini. Il bendaggio funzionale ci permette di adattarci alla fisiologia delle strutture anatomiche da bendare in relazione alla diagnosi medica nelle diverse aree di competenza, da quella ortopedica alla neurologica o vascolare.

Come dall’evoluzione del concetto di taping (bendaggio realizzato con materiale anelastico adesivo) si è passati a quello di bendaggio funzionale (tecnica mista che prevede l’utilizzo di materiale anelastico adesivo associato a una struttura portante fatta di materiale elastico adesivo o coesivo) così dal bendaggio funzionale si è passati al concetto di “strapping”
una tecnica di bendaggio che prevede nella sua realizzazione l’utilizzo esclusivo di bende elastiche adesive o coesive. Immaginando una linea che indica la progressiva elasticità dei materiali utilizzati otterremmo un grafico che rappresenta così la relazione tra queste tre tecniche:

Risulta così evidente come il bendaggio funzionale si collochi, per la sue caratteristiche tecniche ed i materiali che utilizza, tra lo strapping ed il taping ed è proprio per questo che ha riscosso un così grande consenso nel mondo della fisioterapia sportiva soprattutto ad alto livello. Esiste un altro tipo di bendaggio di cui ti parlerò in un secondo momento, si tratta del “bendaggio neuromuscolare”, ma credo sia bene affrontare un argomento per volta…

Commenti

luigi il 16 Novembre 2008 alle 20:17

Caro Paolo sono appena tornato da caserta dove insieme abbiamo patto qualche giorno tu ad insegnarcied io acercare di capire qualcosa. gradirei sapere quando sei in zona per reincontrarti e approndire il discorso.
ciao gino pescara


patrizia de luca il 9 Febbraio 2009 alle 18:14

testo chiarissimo, volevo, se possibile un’informazioen: hanno applicato a mio figlio una benda elastica adesiva (distorsione caviglia), come è possibile toglierla evitando l’effetto ceretta (è un maschio!)? grazie, cordiali saluti


Paolo Bruniera il 9 Febbraio 2009 alle 21:16

Gentile Patrizia, per rimuovere un bendaggio funzionale applicato direttamente sulla cute puoi utilizzare diversi prodotti:

Leukotape Remover: un liquido che deve essere versato sul bendaggio e che una volta penetrato fino alla cute scioglie il collante rendendolo inattivo, così la benda può essere rimossa senza grandi disagi.

Benzina liquida disinfettante: la trovi in farmacia e funziona come il Leukotape remover ma forse è più facilmente reperibile.

Dopo la rimozione lava tutto con acqua fresca e sapone neutro e reidrata la pelle con una buona crema lenitiva.

Sperando di esserti stato utile, ti saluto e ti ringrazio per aver visitato questo blog!
Paolo


vale88 il 15 Luglio 2009 alle 18:22

Salve,
Io gioco a calcio e in seguito una distorsione devo effettuare un bendaggio funzionale, non riesco però a trovare la benda elastica(ho provato in farmacia ma non l ho trovata)mi saprebbe dire dove la posso trovare?
grazie


gianluca il 16 Novembre 2011 alle 20:09

ciao bellissimo il sitoe chiarissimo volevo sapere se facevi deicorsi sul bendaggi ofunzionale???


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