Prendo spunto da una domanda che un’osteopata francese mi ha rivolto in Linkedin: “Quali differenze esistono in Italia fra un fisioterapista e un osteopata? Perché qui in Francia è un po’ confuso…”.

Ho ritenuto che la risposta potesse risultare utile anche ad altre persone e così ho deciso di pubblicarla nel mio blog. Eccola:

Fisioterapista

In Italia la professione del fisioterapista è regolamentata ormai da molti anni e viene considerata una professione sanitaria.

La formazione per diventare fisioterapista è un percorso di laurea triennale gestito dalla facoltà di Medicina.

Esiste inoltre un profilo professionale del fisioterapista che ne descrive le conoscenze, le abilità e le competenze, oltre che la piena autonomia e responsabilità professionale.

Il fisioterapista esercita in strutture pubbliche o private, in regime autonomo o associato.

Le prestazioni di un fisioterapista non sono soggette ad IVA e sono detraibili dalle tasse.

Osteopata

Molto distante la posizione dell’osteopata agli occhi della legge italiana, che solo un anno fa ne ha riconosciuto la figura professionale attraverso la legge 4 del 2013, che regola le professioni non organizzate in ordini e collegi. Qui il riferimento alla legge.

L’osteopata non rientra dunque fra le professioni sanitarie e risulta una professione autonoma soggetta ad IVA.

Proprio in quanto non sanitarie, le prestazioni dell’osteopata non sono detraibili fiscalmente dalla dichiarazione dei redditi.

La legge 4/2013 non definisce con chiarezza l’iter formativo dell’osteopata, lasciando all’UNI (Ente Nazionale Italiano per l’Unificazione) la descrizione della professione e del suo ambito di competenza.

Nel giugno del 2013, l’UNI ha emanato le norme per la certificazione dell’osteopata, indicandolo, di fatto, come professionista dell’area sanitaria. Subito si sono mosse le associazioni di categoria delle professioni sanitarie che hanno denunciato il fatto, ribadendo che l’UNI non ha le competenze e l’autorità per costituire nuove figure professionali in ambito sanitario.
Ad oggi non sono stati presi, per quanto io sappia, provvedimenti in merito a questa denuncia, pertanto l’osteopata lavora oggi da libero professionista o dipendente in maniera autonoma e responsabile, inquadrato come professionista dell’area non sanitaria. In sostanza, l’osteopata in Italia si può occupare di benessere ma non di salute.

Concludo con l’auspicio che presto anche l’Italia si adegui agli standard vigenti in altri paesi europei, dove l’osteopatia è già considerata una professione sanitaria!

Commenti

David toselli il 8 February 2014 alle 09:05

Devo fare un piccolo appunto a questo bel argomento trattato….le cure osteopatiche é vero che non sono detraibili come cure terapeutiche, ma possono essere incluse nelle cure della persona (paragrafo a parte nella dichiarazione dei redditi, da richiedere al proprio commercialista). La differenza di detrazione fiscale si distingue del 2% ma é comunque una formula lecita, dato che appunto non parliamo e trattiamo di salute ma di benessere.


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